Di Giampaolo Poniciappi
Le notizie che riguardano la vendita e la costruzione di nuovi armamenti, difficilmente trovano spazio in telegiornali e carta stampata, soprattutto nel nostro Paese. Tra le tante notizie celate, c è ne una che riguarda la società MBDA. Azienda costruttrice di armi creata nel 2001 a seguito dell’unione delle attività delle più importanti società europee nel settore: Matra BAe Dynamics in Francia e UK, Aerospatiale Missiles in Francia, le attività missilistiche dell’allora Alenia Marconi Systems in UK e Italia ed EADS/LFK in Germania. MBDA è controllata con stessi diritti societari da BAE SYSTEMS (37,5% ), EADS (37,5 %) e FINMECCANICA (25 %). Una struttura societaria che dispone al momento di 45 sistemi missilistici e programmi di contromisura in servizio in tutto il mondo. Non solo. Nel tempo ha dimostrato le sue grandi potenzialità, soprattutto in qualità di prime contractor nell’ambito di importanti progetti multinazionali, tutti indirizzati al perfezionamento di strumenti di morte come i micidiali missili balistici. Dal 2001 MBDA ha raddoppiato il suo giro d’affari e consolidato il proprio portafoglio ordini. Altro aspetto da non sottovalutare, è il posto che MBDA oggi occupa nel “terrificante” mondo di costruttori di armi: terzo protagonista mondiale. L’obbiettivo dell’azienda è trasformare gli ordini in fatturato export, così da bilanciare un portafoglio che nel 2009 ha visto i mercati domestici pesare ancora per il 70% del fatturato. In termini di volumi, MBDA mira a raggiungere i tre miliardi di euro nel medio termine ed i quattro per il 2020. Una bella cifra, anche in considerazione delle ultime analisi fatte dal Dipartimento di Stato Statunitense che parla di un allargamento dei conflitti nei prossimi anni. I “freddi” dati economici del gruppo MBDA, parlano un fatturato di 2,6 miliardi di euro, con una crescita negli ordini di 300 mln (+13%), fino a toccare i 2,6 mld, dei quali ben 1,33 mld per l’export e con margini che hanno toccato il 10%. A tutt’oggi, il portafoglio ordini (Paesi che hanno deciso di dotarsi di missili ) è attestato a 12 mld, pari a circa quattro anni di produzione, ma c è chi parla anche di cinque anni. Ma le “buone” notizie per la componente europea, che costruisce i nefasti missili balistici, riguardano soprattutto i dati di crescita, che si attesterebbero intorno al 20% nella sola Europa. Si tratta di nazioni, che in barba all’ attuale crisi economica, hanno deciso di acquistare dall’azienda, un numero molto elevato di missili. Da notare che mentre alcuni esecutivi europei discutono di come riuscire a far quadrare i conti pubblici, alcuni a rischio débâcle, dati ufficiosi ,in mano ad Associazioni Contro le Armi e la Guerra, evidenziano che proprio l’acquisto di armi,cresciuto negli ultimi anni, è in parte responsabile dell’innalzamento del deficit pubblico di molti Paesi europei . L’Italia è tra questi. E la vendita dei missili, grazie agli ultimi accordi integrati come quello da quattro miliardi di sterline in dieci anni raggiunto a fine marzo con il Regno Unito, più un aumento delle attività di supporto, per la MBDA, va a gonfie vele, il settore, fanno sapere i vertici aziendali non risente di alcuna crisi. La “strategia” della società riguarda soprattutto l’ampliamento del mercato armiero. Si è deciso infatti, l’ingresso dell’azienda in nuovi mercati, soprattutto con la formula delle joint venture con l’industria locale, questo sta già avvenendo con quei Paesi che intendono dotarsi di missili a lunga gittata come Israele, e lo sbarco negli Stati Uniti. MBDA opera attualmente in California attraverso una piccola società di circa cento persone, ma mira ad arrivare a 300 mln annui entro il 2015 anche attraverso acquisizioni, sempre nel settore delle armi. Per quanto riguarda il Belpaese va detto che, attraverso Finmeccanica, società che detiene una quota in MBDA del 25% con pari diritti di governance rispetto a Bae Systems e EADS (37,5% ciascuna), la prospettiva nazionale è quella di un aumento del 60% negli investimenti, veicolati soprattutto nella costruzione di nuovi e più efficaci missili balistici. Ovviamente, fanno notare gli economisti, si tratta di costi che in un modo o nell’altro dovranno essere sostenuti dai cittadini. Con l’attuale Esecutivo infatti, l’aumento delle spese per la costruzione e la commercializzazione di sistemi d’arma, è copiosamente aumentato, come dimostrano i dati delle ultime relazioni nazionali ed internazionali sulla vendita delle armi. Una nota la merita, l’affermazione fatta da una Ong internazionale presente nell’Irak occupato dagli Usa. “La Corte di Giustizia Internazionale dovrebbe intentare un processo per genocidio, non solo contro i militari e i governi, responsabili di migliaia e migliaia di morti, ma anche contro , è questa la novità, i costruttori e commercianti di armi”. Purtroppo su tutto il pianeta, vige una legge che è uguale per tutti: “ i costruttori di armi non sono, ne penalmente , ne moralmente, colpevoli di ciò che si fa con i loro costosi “Giocattoli di morte”.
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